Scandalo in Italia: espulso dal Parlamento senatore fraudolentemente eletto in Argentina

ROMA.- In una votazione ravvicinata, sul filo di un coltello, con appena 6 voti, finora senatore italo-argentino Adriano Carlonel bel mezzo di uno scandalo per frode nella sua elezione a Buenos Aires nel 2018, è stato oggi espulso dalla camera alta italiana.

Anche se si spera che l’italo-brasiliano Fabio Porta, del Partito Democratico (PD), che più di tre anni fa denunciò “la più grande frode elettorale della storia della Repubblica Italiana” nell’ambito del voto di Mail from Italy vivere all’estero, attraverso collegi elettorali sudamericani, ancora poco chiaro. E c’è una situazione caotica e più confusa al Senato, dove Ha proseguito sostenendo che la panchina della terza parte in causa, l’italo-argentino Francisco Nardelli.

A differenza del voto del 9 maggio in cui il Senato che indagava sul caso ha salvato Cario, nonostante tre perizie lo abbiano fatto hanno affermato che c’erano migliaia di voti a favore della falsificazione con la stessa calligrafiaQuesta volta era tutto diverso.

A scrutinio segreto dell’intero Senato, 132 senatori votano per l’impeachment di Cario, figlio di immigrati calabresi nato in Uruguay ma residente in Argentina; 126 contrari e 6 astenuti.

Come accaduto perché hanno comunicato la loro intenzione di votare, hanno votato per la partenza di Cario PD, dal centrosinistra, del Movimento Cinque Stelle antisistema (M5E) – che ha ribaltato la posizione nel voto del Consiglio – e di Fratelli d’Italia , il partito di destra di Giorgia Meloni. Mentre sostengono Cario, eletto nel 2018 senatore dall’USEI (Unione Sudamericana Emigrati Italiani), gli altri due maggiori partiti di destra in Parlamento, ovvero Lega Matteo Salvini e Forza Italia, dall’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi .

In una sessione che ha votato anche su tre casi simili avvenuti in Italia, Cario si è dichiarato non colpevole. “Non sono a conoscenza di alcun tipo di ipotesi di manipolazione. C’è competenza senza contraddizione in un campione piccolissimo, tre parti su 99, solo 375 voti contro le decine di migliaia di voti che ho ottenuto legalmente”, ha difeso. “Ritengo impossibile dichiarare la mia espulsione sulla percentuale di schede ritenute inadeguate. Anche sostenendo che ci sono voti non validi, c’è ancora una differenza di migliaia di voti a mio favore. Per sbarazzarsi del mio licenziamento, devono controllare tutte le schede”, disse, quasi in lacrime.

Cario, che parla un po’ di italiano, è salito alla ribalta lo scorso febbraio quando, in mezzo alla crisi del governo di Giuseppe Conte, si è unito a un gruppo di senatori cosiddetti “responsabili” che hanno cercato, invano, di tenere in vita l’esecutivo dell’avvocato. Fu per ricambiare il favore che in una votazione in Consiglio del 9 novembre il M5E, guidato da Conte, lo appoggiò. Ma questa volta, dopo il clamore mediatico sul caso, che ha riportato ancora una volta alla luce il senso del già controverso scrutinio di quasi 6 milioni di italiani residenti all’estero e la legittimità di questo diritto, qualcosa è chiaramente cambiato.

“L’espulsione di Cario è un atto di giustizia, in quanto ci sono state prove di frode in Argentina e questa non è la prima volta. ma è stata anche una decisione politica, poiché non è mai stato accusato, né chiamato a testimoniare”, ha commentato NAZIONE Fonti del Senato

Nel tentativo di sopravvivere al voto di oggi, che alla fine lo ha annegato, tre giorni fa Cario -che dopo essere stato eletto dall’USEI è diventato membro del MAIE (Movimento Associativo degli Italiani all’Estero) e successivamente del gruppo Misto-, aveva accettato di aderire il gruppo di centrodestra denominato “Idea”, formato da senatori di Forza Italia, come Gaetano Quagliarello. Una tattica che alla fine non gli è arrivata, per alcuni voti, soprattutto dopo il “tradimento” di quasi 70 senatori del M5E.

In una dichiarazione rilasciata il 21 novembre, dove accusato di essere vittime di diffamazione e di “operazioni politiche”, Carlo ha ricordato che il suo caso è sorto “per la necessità politica del partito denunciante di aumentare la presenza parlamentare con la mia destituzione, prima dell’elezione del Presidente della Repubblica italiana il prossimo febbraio”.

Proprio per questo problema, l’aspra competizione elettorale che si svolgerà il prossimo febbraio per scegliere la più alta carica istituzionale del Paese, dalla fine del suo mandato di sette anni. Sergio Mattarella, La partenza di Carlo ha causato il caos in Senato.

Nonostante l’idea che Fabio Porta, del PD e un altro voto di centrosinistra in quel voto storico, reclamerà automaticamente il seggio occupato da Cario da marzo 2018 in poi, l’incertezza rimane. O meglio, “a miscela“Lo stile italiano, dove appare Francesco Nardelli, Un italo-argentino candidato anche alla lista USEI associata all’AISA (Asociación Italiana Sud América), che rivendica il seggio vacante.

Francisco Nardelli dall’Argentina sta cercando di riempire il vuoto

“Cario è stato fatto rifiutare perché è stato verificato che a 10 tavoli di Buenos Aires c’erano 2.200 schede con il suo nome scritto nella stessa mano, ma io ho ancora il mio voto e l’USEI ha più voti del PD. Cario si inchinò, tocca a me alla banca”, ha spiegato al telefono a NAZIONE Nardelli, ingegnere civile nato a Bahía Blanca 56 anni fa da genitori trentini e marchigiani. «Il problema è che il Pd ha fatto appello contro Cario, non contro l’USEI, che ha vinto il Pd per quasi 10.000 voti. Se annulli il voto dell’USEI dal tavolo dove c’è la frode, batte ancora il Pd e quindi sono in linea di successione”, ha detto Nardelli, che ha detto che stava cercando di ottenere i biglietti per viaggiare in Italia il prima possibile.

“Quello che è successo con Cario è molto triste, ma spero che tutto questo non serva attaccando le voci degli italiani all’esteroil cui sistema elettorale è problematico e deve essere modificato in modo che non vengano più commessi atti illegali”, ha affermato.

Bisognerà aspettare fino al 9 dicembre per vedere come si risolverà il pasticcio. Quel giorno si riunirà il Consiglio per le elezioni del Senato, che dovranno determinare la questione. “Siamo fiduciosi nella decisione finale, che confermerà la nostra richiesta di cancellazione del voto di Cario e la proclamazione del senatore PD”, ha commentato NAZIONE Porta, ancora speranza.

Zita Russo

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