L’Italia ha rivisto al rialzo le previsioni e prevede una crescita del 6% quest’anno | Economia

Il Primo Ministro italiano Mario Draghi (L) e il Ministro dell’Economia Daniele Franco a Roma mercoledì.DPA tramite Europa Press (Europa Press)

Mario Draghi ha presentato questo mercoledì il suo primo grafico macroeconomico da presidente del Consiglio dei ministri italiano. Un momento atteso e fortemente simbolico, visto il prestigio accumulato durante il suo incarico di presidente della Banca Centrale Europea, che dà una misura dell’ottimismo che c’è in Italia. Il documento prevede una crescita del 6% invece del 4,5%, come previsto quattro mesi fa, per il 2021. Stimola anche la crescita nel 2022, che raggiungerà il 4,7%. Inoltre il deficit sarà del 9,4%, anch’esso leggermente al di sotto delle previsioni e di quanto accaduto nel 2020. Lo stesso sta accadendo con il debito pubblico, il tallone d’Achille italiano, che diminuirà nei prossimi tre anni progressivi. Draghi gonfia il petto e sottolinea la sua argomentazione. “Questa è la conferma che il problema del debito si risolve con la crescita. E questo significa che dobbiamo prestare attenzione a quali passi contribuiscono a una crescita sostenibile ed equa”, ha sottolineato.

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I dati presentati da Draghi e dal responsabile dell’Economia, Daniel Franco, mostrano uno scenario di crescita costante nei prossimi anni che non ha precedenti nell’ultimo quarto di secolo in Italia. Nel 2022 il PIL dovrebbe crescere del 4,7%, del 2,8% nel 2023 e dell’1,9% nel 2024. Quest’ultimo dato continuerà ad essere superiore a quello degli ultimi tempi e mostra, nelle stesse parole di Draghi, come il Paese acquisirà l’high cruising velocità che gli consente di affrontare le questioni in sospeso.

La tanto attesa riforma fiscale non è pronta e non è stata ancora presentata. C’è troppo divario tra ciò che le parti hanno chiesto. La prossima settimana, ha assicurato Draghi, il documento che definisce le riforme sarà presentato e dovrebbe essere discusso in Parlamento. Una cosa che non sembra facile, visto che formazioni come la Lega continuano a chiedere un’aliquota forfettaria dell’Irpef. Inoltre, dobbiamo fare i conti con come si concluderà la riforma delle pensioni approvata nella precedente amministrazione.

Il ritardo nell’accordo sulla questione non ha preoccupato Draghi, che ha affermato che “c’è fiducia nell’Italia, non c’è ritardo con il termine concordato con l’Unione Europea”. “Il ritardo nella riforma fiscale non è dovuto ai partiti politici, ma all’attività sempre più intensa del governo”, ha affermato, cercando di spostare l’attenzione sulle divergenze emerse dalle diverse sensibilità politiche che compongono l’Esecutivo.

Draghi non ha approfondito le future leggi di bilancio, ma prevede che dovrà investire di più in Difesa. I nuovi margini di investimento o le modifiche fiscali sono piuttosto ampi, ha spiegato il ministro dell’Economia Daniel Franco. “Tutte le previsioni per l’economia italiana sono state riviste al rialzo. Il quadro economico è molto migliore di quanto pensassimo”, ha affermato.

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